martedì, ottobre 20, 2009

Ricette del 14 Ottobre 2009


Ricette del 14 Ottobre – Prof. De Pau

Polpettone soffice monoporzione

Tagliatelle ai funghi su specchio di spinaci

Tagliatelle alla carrettera

Millefoglie con mousse di mela verde

Polpettone soffice mono porzione

Questa preparazione come ingredienti è simile al polpettone genovese però viene soffice in quanto vengono incorporati gli albumi montati a neve

Ingredienti

6-7 patate di dimensioni normali

una bella manciata di fagiolini

Le dosi dovrebbero essere 70% di patate e 20 % di fagiolini

Cipolla

1 spicchio di aglio

5 uova

maggiorana

parmigiano

sale

olio

pane grattugiato

Far bollire le patate sbucciate e tagliate a cubetti per velocizzarne la cottura.

Alla fine schiacciarle e metterle in una bastardella.

Far bollire i fagiolini ed a cottura ultimata tagliarli a coltello a pezzi piccoli.

Tritare aglio e cipolla e soffriggerli in padella con l’olio ed i fagiolini tritati.

Aggiungere i fagiolini ormai insaporiti nella bastardella con le patate ed amalgamare bene il tutto.

Aggiungere 5 tuorli e tenere da parte gli albumi. Amalgamare ed aggiungere parmigiano, maggiorana tritata e regolare di sale. Quando il tutto è ben amalgamato montare gli albumi a neve ed incorporarli delicatamente al composto cercando di non smontare gli albumi.

Ungere con olio e mettere del pan grattato nei pirottini in alluminio usa e getta mono porzione e riempirli con il polpettone. Per livellare il composto picchiare qualche volta i pirottini sul banco da lavoro. Infornare a 180° a forno secco per 25-30 minuti.


Sformarli e servirli caldi accompagnati da una vellutata di pecorino (a me non è piaciuta perché il pecorino così forte annullava completamente il gusto del polpettone, forse è meglio la vellutata al parmigiano che abbiamo fatto durante la lezione precedente).

Vellutata al pecorino

Esattamente la stessa ricetta della vellutata al parmigiano (vedi ricette del 5 ottobre) fatta con ½ litro di latte e roux con 40 g farina e 40 g burro, 2 tuorli un po’ di panna e pecorino.

Tagliatelle

L’impasto delle tagliatelle è stato fatto con

700 g di granito (è una specie di semola di grano duro)

6-7 uova

In tutti i negozi di pasta fresca viene usata la semola e non la farina di grano tenero.

Tagliatelle ai funghi su specchio di spinaci

Besciamella preparata con ½ l latte e roux 35 g farina, 35 g burro, sale, noce moscata.

Funghi champignon

Funghi porcini secchi

Sale

Acqua della pasta q.b.

Ammollare i porcini e pulire ed affettare gli champignon.

Saltare in padella i funghi con olio ed un trito di aglio.

Quando saranno cotti aggiungere la besciamella e attendere la cottura della pasta.

Quando la pasta sarà cotta saltarla in padella con questo sugo ed aggiungere un po’ di acqua della pasta per ammorbidire il sugo e renderlo cremoso.


Servire le tagliatelle a nido su uno specchio di spinaci.

Crema di spinaci.

Spinaci

Aglio

Cipolla

Olio

Brodo o acqua di cottura della pasto

Sale.

Lavare bene gli spinaci e stufarli con olio ed un trito di aglio e cipolla. A cottura ultimata frullarli ed allungare fare una salsa con un po’ di brodo o acqua della pasta. Regolare di sale.

Tagliatelle alla carrettera

Zucchini

Cipolle

Tuorli (regolare il numero di tuorli in base alla quantità di pasta da condire)

Sale

Pepe

olio

E’ una sorta di carbonara con zucchini.

Tagliare le cipolle e gli zucchini a julienne tenendoli separati.

Stufare bene la cipolla solo con olio, poi aggiungere gli zucchini e farli stufare. Tenere questo composto nella padella perché quando sarà cotta ci si butterà dentro la pasta.

Preparare separatamente in una piccola boule un composto di: tuorli d’uovo, sale, pepe e parmigiano, amalgamare bene.

Cuocere la pasta e saltarla un attimo in padella con gli zucchini e aggiungere il composto di uova, a questo punto saltare velocemente la pasta ma non tenerla troppo sul fuoco per non far rapprendere troppo le uova.

Salsa yogurt per Kebab (altra versione).

400 g Yogurt greco

2 cetrioli (assaggiarli che non siano amari)

1 spicchio d’aglio

olio, sale, pepe, aceto

Frullare tutto per bene dopo aver sbucciato i cetrioli e avergli tolto un po’ di semi.


Millefoglie con mousse di mela verde


Ingredienti:

Meringa all’italiana:

6 albumi

450 g zucchero

150 g acqua

Per mousse alla mela verde:

6 dl panna da montare

4-5 mele verdi

meringa all’italiana

Per salsa al cioccolato:

100 g zucchero

100 g acqua

50 g cacao amaro

Dischetti di pasta mezza sfoglia o dischetti sottilissimi di brisè (vedere ricette della prima e seconda settimana per pasta sfoglia e brisè)

Preparare la meringa all’italiana:

fare uno sciroppo di acqua e zucchero cuocerlo fino a 120° se non si ha il termometro controllare la cottura mettendo un po’ di acqua un una tazzina e colare dentro un po’ di sciroppo quando forma la pallina è cotto.

Montare a neve ben ferma gli albumi e poi aggiungerci a filo lo sciroppo e continuare a montare fin che il composto si raffredda.

Preparare la mousse di mele

Tagliare le mele a coltello a cubetti piccolissimi quasi microscopici.

Montare 6 dl di panna non zuccherata.

Aggiungere le mele alla meringa, amalgamare bene, poi aggiungere la panna delicatamente senza smontarla. Tenere il composto in frigo.

Cuocere i dischetti di mezza sfoglia o di brisè a 200° per il tempo necessario e farli raffreddare.

Per ottenere un effetto più bello spennellare i dischetti con acqua e zucchero.

Preparare la salsa al cioccolato:

Fare lo sciroppo di zucchero con lo zucchero e l’acqua: quando bolle toglierlo dal fuoco, aggiungere velocemente in un colpo solo il cacao e rimescolare bene: la salsa è pronta.

Montare il dolce

Mettere la mousse alla mela nel sac a poche: mettere un ciuffetto di mousse al centro del piatto e posarci sopra primo dischetto, mettere la mousse, il secondo dischetto, ed altra mousse.

Sopra decorare con chips di mele cotte in forno in modo da farle venire croccanti.

Decorare con la salsa al cacao, spolverizzare con zucchero a velo e un po’ di cacao.

giovedì, ottobre 15, 2009

Ricette del 12 Ottobre

Menu e ricette del 12 ottobre – Prof. Bernasconi

Zucchini ripieni

Polpettone genovese

Tagliatelle alla romana

Kebab

Tarte tatin

Zucchini ripieni

Ingredienti:

zucchini, ricotta, cipolla, funghi porcini secchi, mortadella (in una fetta spessa) pane inzuppato nel latte, aglio, maggiorana, cuore degli zucchini, 1-2 uova, parmigiano, sale, pane grattugiato.

Mettere in ammollo i funghi secchi e poi lavarli.

Tritare separatamente: cipolla, aglio e maggiorana.

Mettere il pane secco in ammollo col latte.

Tagliare la punta ed il fondo degli zucchini, lavarli e cuocerli a vapore (il forno a vapore tiene sempre una temperatura di 100° automaticamente anche senza impostarla), ma tenere gli zucchini belli sodi senza farli cuocere troppo. Quando sono cotti tagliarli a metà per il lungo e poi dividerli ancora a metà in modo da avere dei finger food. Svuotarli con uno scavino piccolo e tenere da parte il cuore.

Saltare in padella la cipolla tritata con un po’ di olio ed i funghi; poi aggiungere il cuore degli zucchini e saltarli ancora un po’.

Tagliare la mortadella a cubetti (poi andrà tritata).

Nel frullatore frullare i funghi , la mortadella, il pane bagnato nel latte ben strizzato, frullare bene, aggiungere la ricotta e frullare ancora: deve essere bello fine altrimenti rischia di otturare la bocchetta del sac a poche.

Togliere dal frullatore aggiungere aglio e maggiorana tritati, 1 o 2 uova , un po’ di parmigiano. Amalgamare il tutto. Assaggiare per regolare di sale. Mettere il ripieno nel sac a poche e riempire gli zucchini. Spolverarli con pane grattugiato e trasferirli in una teglia normale (non gastronorm) che prima avremo bagnato con un po’ di acqua, foderata con carta forno e unta di olio.

Cuocere gli zucchini nel forno normale a 190 ° (quello che si usa per le pizze).

Nota:

Le uova quando cuociono fanno asciugare troppo il composto: a crudo lo rendono mollo ma cotte lo induriscono, quindi nei polpettoni, ripieni ecc, non esagerare con le uova.

Polpettone genovese

Ingredienti

750 gr di fagiolini

1 kg di patate

Pesare sempre prima i fagiolini per regolarsi con il peso delle patate.

Cipolla

Funghi secchi ammollati nell’acqua

2 uova

Sale

Aglio e maggiorana tritati.

Cuocere a vapore i fagiolini e le patate sbucciate intere.

Saltare in padella la cipolla con i funghi.

Amalgamare a fagiolini e patate e passare tutto al passaverdura.

Aggiungere maggiorana e aglio tritato, parmigiano, 2 uova, amalgamare bene e regolare di sale.

Foderare una teglia normale che prima avrò bagnato con un po’ di acqua, poi foderarla con carta da forno, ungerla con olio, spolverare un po’ di pane grattugiato e rivestire col polpettone. Livellarlo con il tarocco con le punte e poi sbattere la teglia sul piano di lavoro così si auto livella.


Spolverare il polpettone con pane grattugiato, e mettere sopra un filo di olio. Cuocere in forno normale a 190°.

Tagliatelle alla romana (pasta bianca e verde)


Ingredienti per la pasta.

Kg. 1,200 di farina : 600 g per pasta bianca e 600 g per pasta verde

7 - 8 uova (si usano 7 uova per kg di farina)

acqua q.b.

spinaci

Se sono freschi, lavare bene gli spinaci e metterli a cuocere a vapore in una teglia gastronorm forata.

Fare prima di tutto la pasta verde perché è più umida e quindi si asciuga di più.

N.B: una volta cotto gli spinaci a vapore, strizzarli bene per far uscire più acqua possibile (altrimenti nell’impasto richiederanno troppa farina); tritare al coltello gli spinaci strizzati, infarinarli creando una poltiglia che andremo ad impastare insieme all’impasto all’uovo precedentemente lavorato almeno per il 50% (per intederci le uova ormai incorporate con la farina, ma il composto ancora molle), aiutandoci con dell’acqua.

Tirare la pasta e fare le tagliatelle.

Ingredienti per la besciamella ai funghi:

besciamella soda:

2 l latte

roux: 200 g burro + 200 g farina

sale e noce moscata

funghi champignon

2 spicchi d’aglio schiacciati

Pulire bene i funghi, affettarli e cuocerli in padella con olio aglio e sale. Mettere subito il coperchio per far buttare fuori l’acqua poi toglierlo e farli asciugare.

Preparare la besciamella ed unirvi i funghi, 2 uova leggermente sbattute e un po’ di parmigiano.

Cuocere le tagliatelle e condirle immediatamente con la besciamella.

Preparare 2 teglie bagnate e foderate con carta forno, stendere sopra il composto di tagliatelle alto al massimo 1,5 cm e coprire con altra carta da forno. Mettere nell’abbattitore a raffreddare.

Quando il composto sarà freddo, toglierlo dallo stampo e tagliare dei cerchi con di coppa pasta che andranno infarinati, passati nell’uovo e passati nel pan grattato, dopodiché fritti e serviti con sopra salsa di pomodoro, un filo d’olio e parmigiano grattugiato.



KEBAB


Per la piadina: pasta da pizza

700 g farina

1 cubetto di lievito

sale

acqua q.b.

Fare tante palline da 40-50 g ciascuna e metterle a lievitare.

Carne:

petto di pollo e cosciotti di agnello disossati.

Aromatizzare la carne con cumino, sale, pepe, noce moscata e cuocere in forno prima misto: secco+ vapore a 140° e poi solo secco.

Verdure:

tagliare l’insalata a julienne fine fine, i pomodorini in 4 spicchi, le cipolle a rondelle fini fini, le patate a bastoncino.

Salsa allo yogurt:

pelare il cetriolo, tagliare la punta e la parte finale e sfregarle contro il cetriolo per evitare che diventi amaro.

Frullare: 2 cetrioli, 1 cipolla , 1 spicchio di aglio, yogurt greco (o yogurt magro) e un po’ di olio. Tenere la salsa in frigo.

Cuocere le piadine: stendere le palline di pasta sottilissime e cuocerle sul fuoco in padella calda con un filo d’olio. Le piadine non vanno cotte molto perché altrimenti seccano e non si riesce ad arrotolare il kebab.

Composizione del kebab:

piadina – senape – insalata – pomodori – agnello – pollo – patate fritte – salsa yogurt.

Frittura patate:

il trucco per far rimanere le patate croccanti è friggerle all’80% poi metterle nella ciotola a colare l’olio, subito prima di servirle rifriggerle velocemente.

Tarte tatin


Ingredienti pasta brisè:

farina, burro morbido equivalente a metà del peso della farina , acqua fredda q.b., 1 pizzico di sale.

Fare la pasta e metterla a riposare 1 ora in frigorifero.

Dividere le mele sbucciate in 4 pezzi e metterle a bagno con acqua e limone per non farle annerire.

Caramello:

500 gr zucchero

150 gr acqua

Si mette lo zucchero nella casseruola e si bagna cominciando dai lati, si mette sul fuoco e si rimescola poco con un cucchiaio di acciaio in modo che tutto lo zucchero sia bagnato, a questo punto non toccarlo più e farlo cuocere a fuoco minimo fin che non sia appena dorato.

Quando il caramello è pronto si versa immediatamente nella teglia dove si farà la torta e si muove la teglia per distribuire tutto il caramello su tutta la superficie della teglia.


Mettere le mele sopra alla teglia con la parte concava rivolta all’insù: tutte le mele devono essere belle vicine e si deve cercare di chiudere tutti gli spazi vuoti tra le mele con pezzetti di mela più piccoli. Mettere sulle mele zucchero semolato e cannella.

Stendere la brisè sul banco e cercare di aiutarsi con una spatola francese a staccarla dal piano di lavoro qualora sotto fosse stata messa poca farina.

Stendere la brisè sulle mele e tagliare la parte che fuoriesce dallo stampo.

Con la punta di un coltellino cercare di infilare la pasta all’interno dello stampo in modo che faccia da bordo intorno alle mele.


Cuocere in forno statico a 190° per il tempo necessario. Se ritardiamo ad accendere il forno, tenere la torta in frigo fin che il forno non raggiunge la temperatura.

Se quando inforno ci sono dentro altre preparazioni, metto la tarte tatin in fondo al forno e le altre preparazioni le porto avanti.

Dopo che è cotta per staccarla dalla teglia bisogna passare la teglia su un fornello col fuoco acceso come nella foto


La tarte tatin va servita con panna semimontata non zuccherata e una spolverata di cannella.

martedì, ottobre 06, 2009

Impanatigghie

Dolci siciliani di Modica

Ingredienti:
250 gr farina
100 gr strutto
1 uovo intero
1 cucchiaio di marsala
3 gr cremor tartaro o lievito per dolci
100 gr zucchero
200 gr polpa magrissima di vitello tritata finemente
75 gr mandorle
70 gr cioccolato fondente
cannella in polvere in abbondanza
olio extravergine di oliva q.b.
sale

Preparazione
Setacciare la farina con lo strutto, le uova, 50 gr di zucchero, il marsala, il lievito (o cremor tartaro) ed un pizzico di sale.
Lavorare la pasta fino ad ottenere un impasto sodo ed omogeneo. Avvolgerlo nella pellicola e farlo riposare in frigo per 1 ora.
Preparare il ripieno.
Rosolare la carne in padella con pochissimo olio evo, in maniera che perda il suo sangue in eccesso. Farla intiepidire, quindi amalgamarla con le mandorle tritate, lo zucchero rimasto, in pizzico di sale e la cannella in polvere(abbondante). A questo punto aggiungere il cioccolato tritato finemente. Rimettere il tutto sul fuoco a fiamma bassa ed amalgamare il tutto fin che il composto risulti omogeneo.
Lasciar raffreddare il ripieno.
Stendere la pasta alta circa 3 mm, ricavare dei dischetti dia. 10 cm.
Mettere un cucchiaio di ripieno al centro del dischetto e chiudere a mezzaluna sigillando bene sui bordi con i rebbi della forchetta.
Posizionare le impanatigghie sulla placca da forno rivestita di carta forno e fare un taglio con un coltello affilato sulla cima dell'impanatigghia. Durante la cottura dal foro dovrà uscire un po' di ripieno. Le impanatigghie sono cotte quando questa parte forata avrà fatto la crosta. Le mie hanno cotto circa 15 minuti. Infornarle a forno preriscaldato a 200°. Io le ho infornate a 175° perchè uso il forno ventilato.
Una volta cotte spolverizzarle con cannella e zucchero a velo. (Io le ho spolverizzate solo con cannella).

Paste di mandorla

Ingredienti
250 g mandorle spellate
250 g zucchero
2 albumi
farina se necessaria
zucchero a velo
limone
vaniglia

Tritare finemente le mandorle, aggiungere un po' di scorza di limone grattugiata ed un po' di vaniglia. Montare a neve gli albumi ed incorporarli all'impasto, aggiungere lo zucchero e mescolare. Se la pasta fosse troppo morbida aggiungere qualche cucchiaiaio di farina.

Dare la forma con le mani ai dolcetti ed infornarli a temperatura bassa circa 140 - 150 gradi finchè saranno leggermente dorati in superficie.

Sfornarli, farli raffreddare e spolverizzare di zucchero a velo.

Ricette del 5 Ottobre 2009.

Menu e ricette prof. Bernasconi

Strudel di verdure con vellutata di parmigiano

Trofie al pesto

Coppa di maiale con patate alla lionese

Millefoglie alla crema chantilly

Pastasfoglia:

Impasto magro

700 gr farina Manitoba

500 gr acqua

1 pizzico di sale

Impasto grasso

1 kg margarina da sfoglia

300 gr farina Manitoba

Prima di tutto tagliare a pezzetti piccoli la margarina in modo da ammorbidirla. Poi impastare la farina con la margarina, ma non metto subito tutti i 300 gr di farina ne lascio circa 100 gr indietro in modo da avere sempre un po’ di farina da mettere sopra per non rendere l’impasto appiccicoso, ma alla fine si deve fare in modo di avere fatto incorporare tutti i 300 gr.

Si fa l’impasto magro facendo la fontana con la farina e si mette l’acqua fredda al centro con la forchetta si amalgama bene e poi si finisce di impastare con la raschia per non impiastricciarsi le mani. Fatta la palla si lascia riposare almeno 20 minuti.

Poi si procede a fare tutta la sequenza di operazioni come da ricetta della pasta sfoglia: cioè:

- si stende in un ovale l’impasto magro

- si mette al centro dell’ovale il mattone di impasto grasso e si allarga un po’

- si copre l’impasto grasso con quello magro e si gira sottosopra la pasta in modo che le chiusure rimangano sotto e si fa riposare 20 minuti

- si tira la pasta e si fa il primo giro a 3 e si fa riposare 20 minuti

- si tira la pasta e si fa il primo giro a 4 e si fa riposare 20 minuti

- si tira la pasta e si fa il secondo giro a 3 e si fa riposare 20 minuti

- si tira la pasta e si fa il secondo giro a 4 e si fa riposare 20 minuti

la pasta deve essere sempre infarinata sopra e sotto e coperta con un canovaccio per non farla seccare.

Variazione fatta da Prof. DePau:

Impasto grasso fatto con 200 gr di farina e 1 kg di margarina per sfoglia.

Assemblaggio torta millefoglie: quando si compone una millefoglie per farla venire rettangolare perfetta si ritagliano i lati (con un coltello seghettato) in modo che tutti gli strati siano grandi uguali e questa operazione si fa dopo aver assemblato i vari strati di pasta sfoglia e chantilly, con gli eventuali ritargli si fanno tante briciole e si attaccano di fianco alla torta dopo averla spalmata con un po’ di chantilly.

La cosa importante è che l’ultimo strato di torta quello sul quale andrà messo lo zucchero a velo, va posizionato sulla torta con il lato che stava a contatto della teglia all’insù così quel lato rimane perfettamente piatto.

Strudel di verdura

3 patate

5 – 6 carote

1 peperone giallo

1 peperone rosso

10 zucchine

sale, origano, olio

Tagliare i peperoni a listarelle, carote e zucchine a fette sottilissime così come le patate: devono avere circa lo spessore delle chips e mettere tutte le verdure separate in bacinelle piene d’acqua.

Tirare la pasta sfoglia in un grande rettangolo e mettere sopra le verdure, dopo averle ben asciugate, a strati: uno strato per ogni tipo di verdura e ogni strato va condito con sale, olio e origano. Le verdure vanno messe leggermente sovrapposte.



Ritagliare un po’ di pasta in eccesso sulla punta e sulla coda dello strudel.

Coprire le verdure con un lato della pasta sfoglia, nell’altro lato di pasta sfoglia passare con un pennello un po’ di tuorlo leggermente sbattuto per far incollare la pasta sfoglia. Una volta chiuso lo strudel spennellarlo con altro tuorlo e cuocerlo nel forno statico a 210° almeno ci vorrà mezz’ora ma si tiene d’occhio la cottura.

A cottura ultimata lo strudel va fatto raffreddare bene perché le verdure emettono umidità e lo strudel a caldo non si riesce a tagliare.

Non buttare gli avanzi della pasta sfoglia.

Nello strudel di verdura si devono fare sopra i tagli per far sfiatare il vapore dalle verdure durante la cottura così non rimane umidità all'interno.

Vellutata al parmigiano che poi sarebbe la salsa mornai

Fare una besciamella fluida, quindi

1 litro di latte

noce moscata

sale

messo a bollire

preprato il roux

75 gr farina

75 gr burro

cuocerlo un po’ e quando è pronto il roux al latte, quando bolle la besciamella è pronta.

Si mette la besciamella nella vasca del bagnomaria così si raffredda.

Poi aggiungere 2- 3 tuorli e una bella ciotola di parmigiano.

Servire lo strudel con sopra un po’ di vellutata al parmigiano

Trofie al pesto

Il pesto lo sappiamo fare tutti (anche se è stato fatto al mortaio, nelle ricette dell’anno scorso ci sono le istruzioni su come si fa il pesto col mortaio).

Trofie:

Stesso impasto delle orecchiette: semola di grano duro ed acqua quanto basta, un po’ di sale fino. L’impasto deve essere abbastanza sodo non va fatto troppo morbido.

Fare dei bastoncini con l’impasto: tagliare delle noccioline di impasto e sfregarle tra le mani per fare le trofie.

Dosi pasta::

per regolare la quantità di pasta da fare in base ai clienti:

pasta all’uovo: 70 gr di farina per ogni cliente

pasta con acqua: 80 gr di farina per ogni cliente

Coppa di maiale

1 arista di maiale

sale

pepe olio

Come ricetta è una semplice arista di maiale al forno, ma la particolarità sta nella cottura.

Una volta, ma ancora adesso si sente spesso nelle trasmissioni televisive di cucina, che quando si cuociono gli arrosti, la carne va fatta ben rosolare su tutti i lati in modo da cicatrizzarla e mantenere al suo interno durante la cottura tutti i suoi liquidi e la carne dopo cotta rimane morbida e sugosa.

La novità sta appunto nell’abbandonare questo tipo di cottura e usare una:

COTTURA A BASSA DENSITA’ DI CALORE.

Innanzitutto si condisce la carne salandola, pepandola e ungendola su tutti i lati e poi si mette in una teglia gastronorm forata.

IMPORTANTE!

Quando si inforna la carne bisogna mettere a pian terreno nel forno una teglia non forata per raccogliere eventuale grasso che cola dalla carne.

La cottura a bassa densità di calore consiste nel cuocere l’arrosto in forno a vapore con 3 sistemi differenti di cottura:

1) cottura a vapore – forno a 100° - temperatura al cuore 45°

2) cottura mista: vapore e secco – forno a 140° - temperatura al cuore 55° – 58°

3) cottura secca – forno sempre a 140° - temperatura al cuore 68° - 70°

Quindi per cuocere l’arista abbiamo proceduto seguendo queste temperature impostando la sonda del forno dopo averla piantata al cuore della carne alle temperature indicate.

Il forno quando raggiunge la temperatura suona, quindi si procede ad impostare la nuova temperatura. Pare che per far funzionare la sonda del forno ad ogni nuova impostazione di debba spegnere e riaccendere il forno ( ma questa non è una notizia certa, è emersa dopo vari tentativi del prof. di far funzionare la sonda).

Dopo questa cottura la carne era bella colorita all’esterno e tenerissima e sugosa all’interno.

Servire 2 /3 fette di arrosto con contorno di patate alla lionese.

Procedura per farlo a casa.

Visto che non abbiamo il forno a vapore possiamo simulare il vapore usando una bella teglia piena d’acqua posizionata sul fondo del forno e mantenere per tutta la cottura una temperatura del forno di 140° - poi misurare la temperatura al cuore della carne.

Secondo me si potrebbe procedere così:

1) temperatura di 140° - bacinella di acqua e forno acceso solo con la ventola

2) temperatura di 140° - bacinella di acqua e forno acceso con fuoco sotto e sopra (spegnere la ventola)

3) temperatura di 140° - togliere la bacinella di acqua e forno acceso sotto e sopra



La coppa di maiale in foto è stata cotta come variante prima a secco nella teglia non forata a 140° per fare un po’ di rosolatura con carote cipolle e un po’ di olio e poi mista secco + vapore in modo da ottenere una salsa da legare.

Legare la salsa dell’arrosto:

per legare una salsa si deve innanzitutto sciogliere della farina con dell’acqua fredda per non far formare i grumi.

Si deve versare questa acqua e farina nella pentola insieme al sugo dell’arrosto ed alle verdure che hanno cotto con l’arrosto, e se si desidera mettere: aromi come salvia e rosmarino. Far bollire il tutto perché bollendo si gonfiano le molecole di amido e la salsa si lega. Poi frullare tutto col minipimer e servire l’arrosto con sopra la salsa.

Patate alla lionese.

Patate

Cipolle

Sale, olio.

Le patate vanno tagliate a rondelle spesse 3-4 cm e messe in una ciotola piena d’acqua, poi vanno sbianchite.

Ci sono 2 modi per bianchire le patate:

1) bollirle: le patate vanno immerse nell’acqua quando bolle e lasciate per 2-3 minuti massino da quando l’acqua riprende a bollire (lo aveva detto De Pau l’anno scorso)

2) cuocerle per 5 minuti in forno a vapore: si mettono le patate in una teglia gastronorm forata: il forno a vapore a 100° di temperatura: visto che noi le usiamo come contorno per l’arista le patate vanno messe in forno prima che la cottura solo a vapore dell’arista raggiunga i 45 gradi perché poi si cambia cottura all’arrosto e si mette mista secca e vapore quindi non andrebbe più bene per le patate. Ieri sicuramente le patate ci sono state anche più di 5 minuti. Purtroppo non abbiamo potuto controllare bene i tempi di ogni ricetta perché a noi è vietato tenere l’orologio e l’orologio della scuola era fermo!

Una volta cotte le patate si mettono a riposare e nel frattempo si stufano le cipolle.

Mettere in una padella olio, cipolle e sale, saltare le cipolle e farle stufare bene, quando sono pronte aggiungere le patate e SALTARLE in padella con le cipolle, non vanno mai rimescolate con il cucchiaio altrimenti si spappolano e viene un purè.

Le patate sono cotte quando sono un po’ tutte dorate in superficie.

Tortine millefoglie mono porzioni.

Abbiamo fatto le mono porzioni anche se il prof ha detto che i dolci con la pasta sfoglia sono sempre meglio fatti a torta.

Usare l’avanzo di sfoglia dello strudel, bucherellarla un po’ e fare tre dischetti di sfoglia per ogni porzione.

Quando si fanno i dolci con la pasta sfoglia non vanno subito infornati va vanno lasciati riposare almeno 15 minuti prima di infornarli, altrimenti la pasta si ritira (si stringe).

Cuocerli in forno statico a 210° per il tempo necessario: tenere d’occhio la cottura: devono essere dorati.

I nostri sono venuti un po’ tanto gonfi perché la sfoglia ha sfogliato bene: sarebbe meglio usare la mezza sfoglia per fare questi dolci.

Una volta cotti, vanno subito messi nell’abbattitore per raffreddarli velocemente.

Fare le mono porzioni alternando pasta sfoglia e chantilly, si può comporre il dolce impilato oppure a strati leggermente sfalsati. Spolverizzare con zucchero a velo e servire.

Noi abbiamo leggermente sgonfiato i dischetti perché erano davvero spessi.

Chantilly

In Francia la chantilly è semplicemente una panna montata molto grassa. Noi invece chiamiamo chantilly un mix di crema pasticcera e panna montata: il rapporto tra crema e panna è 1:1.

Intanto mettere a raffreddare in frigo una bastardella ed una frusta, con le quali si monterà la panna.

La panna per la chantilly va zuccherata poco.

Crema pasticcera

1 l latte

8 tuorli

300 gr zucchero

120 gr farina

2 bustine di vanillina

scorza di limone

Mettere a bollire il latte con metà zucchero, vanillina e scorza di limone intera perché poi andrà eliminata.

Nel frattempo sbattere in una bastardella a bagnomaria i tuorli con il restante zucchero, poi aggiungere la farina.

Quando il latte è bello caldo con il colino cinese filtrarlo e vuotarlo nella bastardella con i tuorli, amalgamare il tutto, versarlo in una pentola e cuocere la crema sul fuoco facendo attenzione che non attacchi.

Buttare la crema nell’abbattitore di temperatura e prima di utilizzarla passarla al setaccio usando un tarocco per renderla di nuovo bella cremosa.

Al momento di amalgamare crema e panna si deve procedere così:

Prendere un po’ di panna ed amalgamarla alla crema poi tutta la crema si prende e si amalgama alla restante panna. Amalgamare sempre con una spatola, non usare mai la frusta altrimenti la panna diventa burro. Finita questa operazione mettere subito la chantilly in frigo.

Quando di preparano le creme e si amalgamano, ad ogni passaggio vanno sempre messe in frigo!

giovedì, ottobre 01, 2009

Lezione del 30 Settembre 2009

A parte la lezione sulle carni da macello che non scrivo perchè è tutta sul libro di alimentazione oggi argomento molto interessante sono state le temperature interne che devono raggiungere le carni per ottenere la cottura desiderata.

COTTURA DELLA CARNE:

Le temperature interne che devono raggiungere le carni sono:

CARNI ROSSE

Cottura bleu: bistecca al sangue (molto al sangue) 45°

Cottura al sangue: 50 – 55°

Cottura media: 60 – 65°

Ben cotta: 70°

CARNI BIANCHE

Indistintamente tra vitello, pollame, maiale: le carni bianche vanno sempre ben cotte, specialmente il maiale perché una cottura minore potrebbe portare malattie trasmesse dall’animale (tipo verme solitario)

TUTTE BEN COTTE: 80°

Queste temperature devono essere prese al cuore dell’alimento.

La CIMA GENOVESE invece fa eccezione: al cuore deve misurare 90°.

martedì, settembre 29, 2009

Lezione del 28 Settembre 2009

Lezione di cucina del 28/09/09 – Prof. Bernasconi

Demi glaces classica.

La demi glaces si può chiamare anche fondo leggero.

INGREDIENTI

5 kg ossa di bue

3 kg sostanze aromatiche (sedano, carota, cipolla)

5 l elementi liquidi (1,5 l vino bianco; 3,5 l acqua)

erbe e spezie aromatiche q.b. (alloro, aglio, rosmarino, pepe in grani, cannella in stecche, ginepro in bacche)

4-5 pomodori freschi - facoltativi –

elemento addensante: farina q.b. (deve venire una crema:consistenza più liquida della besciamella)

sale e olio q.b.

PREPARAZIONE

Preparare le verdure tagliandole a pezzi grossi.

Rosolare in un pentolone le ossa con l’olio e possono essere messe su fuoco oppure in forno.

Unire le verdure e rosolarle bene. (Si mettono a rosolare prima le ossa perché sono più grosse e più lente e rosolare altrimenti mettendo prima le verdure brucerebbero).

Bagnare col vino e farlo evaporare per almeno 40 minuti. Poi unire l’acqua, le spezie ed i pomodori.

Cuocere sul fuoco o in forno per 3-4 ore in modo che si restringa bene.

Quando è bello concentrato, prendere una bacinella e metterci dentro 1-2 mestoli d’acqua e la farina, stemperarla bene in modo che non ci siano grumi ed aggiungerla al composto di ossa e verdure.

Cuocere il tutto ancora 15 minuti, poi togliere le ossa e buttarle, passare tutto il resto al colino cinese per filtrare il tutto: spremere bene la verdura.

Salsa al pomodoro varie versioni

Esistono varie versioni per fare la salsa al pomodoro le varianti più usate sono:

I variabile: soffritto (usare sempre olio extravergine di oliva)

Esistono 3 tipi di soffritti:

- solo aglio : usato soprattutto con pomodoro fresco

- solo cipolla : usato soprattutto con pomodoro fresco

- sedano, carota e cipolla : usato soprattutto con pomodori in scatola

a questi soffritti si possono aggiungere aromi vari: alloro, salvia, rosmarino… (l’alloro è tossico però usato in piccole dosi non fa male).

Il pomodoro va cotto il meno possibile per questo che aglio e cipolla si usano con pomodori freschi, sedano carota e cipolla che vanno cotti più a lungo stanno bene con il pomodoro in scatola che richiede una cottura più lunga (circa 30 minuti).

In generale il soffritto si può abbinare a tutti i tipi di pomodoro cotto, ma non si usa il soffritto con il pomodoro a crudo.

II variabile: pomodoro fresco o pomodoro in scatola

A seconda della stagionalità si usa un tipo oppure l’altro, i pomodori freschi si usano in estate perché sono più buoni e costano meno.

Tra i pomodori freschi per la salsa il re è il San Marzano (chiamato anche perino): contiene poca acqua e costa poco.

III variabile: senza soffritto

Solitamente viene fatto per persone che hanno problemi alimentari e non possono mangiare soffritti quindi:

tagliare i pomodori a pezzi, e tagliare a pezzi grossi anche sedano carota e cipolla, mettere tutto in una pentola con aggiunto un goccio di olio, aromi vari e sale grosso.

Il sale grosso si mette perché fa buttare subito fuori l’acqua ai pomodori ed il tutto cuoce senza soffriggere.

Mettere 1 pizzico (poco) di bicarbonato serve a togliere l’acidità al pomodoro.

Mettere il coperchio e far cuocere almeno mezz’ora perché è ricco di acqua. Trascorso il tempo necessario, passare tutto al passaverdura, però la salsa sarà ancora acquosa, quindi rimettere il tutto in una padella bassa e larga e fare restringere la salsa. Si usa la padella invece che una pentola perché essendo bassa e larga il pomodoro impiega metà tempo ad asciugare.

Dopo aver condito la pasta metterci sopra un filo di olio crudo.

IV variabile: consistenza del pomodoro: concassè, spellato, non spellato, filangè.

Innanzitutto per spellare facilmente i pomodori si buttano max. 1 minuto in acqua bollente (io faccio sotto un’incisione a croce per spellarli meglio) non superare questo tempo perché altrimenti cuociono troppo.

Si possono poi spellare a crudo anche con lo sbucciapatate.

Concassè: pomodoro a cubetti

Filangè: pomodoro a julienne un po’ più larga

Per fare questi due tagli il pomodoro può essere spellato oppure no, dipende dalla necessità, poi si taglia a metà il pomodoro, si svuota dai semi e dall’acqua e si taglia a cubetti.

Per far dar via tutta l’acqua al pomodoro ci si può mettere dentro un pizzico di sale e si capovolgono su un tagliere.

V variabile: cotto o crudo

Il pomodoro fresco si può usare crudo semplicemente frullandolo.

Ricettina veloce estiva: CHECCHE AL ROGO

Spellare il pomodoro e tagliarlo a concassè. Tritate aglio fino fino e capperi sotto sale dopo averli ben lavati, tritare basilico e/o prezzemolo.

Cuocere gli spaghetti

Mettere un contenitore a bagno maria e riscaldare bene un po’ di olio extravergine.

Scolare gli spaghetti e mischiare bene il trito di pomodori ed aromi, dopodiché versare sopra agli spaghetti l’olio ben caldo. La pasta a contatto con l’olio dovrà sfrigolare.